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Giadascript

Web, Marketing, Analytics e un po’ di me

Per chi si fosse chiesto quanta pazienza ho avuto per applicare l’effetto tilt a ogni immagine di Valencia (nessuno), ecco la risposta: ho utilizzato un javascript preconfezionato.

instant.js 2.21 ti permette di aggiungere un effetto istantaneo (incluso il tilt) alle immagini presenti sul tuo sito web (in alternativa gli effetti: slided.js o filmed.js).

Funziona con tutti i browser più importanti – Mozilla Firefox 1.5+, Opera 9+, Safari and IE6+. Sui browser più datati non entrerà in funzione e i tuoi visitatori non si accorgeranno di niente.

Dopo aver incluso il js nelle proprie pagine sarà sufficiente applicare una classe alle immagini (all’interno della classe è possibile specificare più opzioni).

Download da: http://www.netzgesta.de/instant/

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Su tutte le guide si legge che a Valencia splende il sole per circa 300 giorni l’anno; noi ne abbiamo scelti 3 dei rimanenti 65. Vi auguro di essere più fortunati

Valencia ha un centro storico piccolo, così tre giorni e mezzo sono stati più che sufficienti per passare almeno dieci volte di fronte ai monumenti principali e imparare a orientarsi senza cartina (almeno per me).

Gli spagnoli hanno degli orari strani per vivere (rispetto a noi italiani). I negozi più o meno aprono dalle 10 alle 14 e dalle 17 alle 21 e sono chiusi la domenica (i musei sono chiusi di lunedì): naturalmente siamo

arrivati il venerdì pomeriggio e siamo ripartiti il lunedì pomeriggio, sob. Il pranzo è alle 15, la cena alle 22 e la discoteca alle 2. Inutile dire che siamo ripartiti proprio quando ci stavamo abituando agli orari dei pasti.

Pare che gli spagnoli siano molto tradizionalisti:

  • esistono ancora le cabine telefoniche;
  • sotto alle effigi dei santi ci sono fiori freschi;
  • a Valencia si parla il valenciano e qualcuno non capisce (o fa finta di non capire) lo spagnolo;
  • nei locali si può ancora fumare come i turchi.

Di turisti ce n’erano molti e andavano in giro con sandali e pantaloncini corti anche la sera, mentre noi, che eravamo incappottati, battevamo i denti..sarà che non ci siamo alcolizzati (ripensandoci: ma perché non ci siamo alcolizzati?!).

Stranamente il centro storico è completamente disabitato, moltissimi edifici sono in ristrutturazione e ovunque sono appesi cartelli di vendesi e affittasi. Le strade (a parte quelle lastricate che portano alla stazione) sono strette e le targhe blu poste agli angoli riportano i nomi delle vie in valenciano (a volte non riconoscibili rispetto alla cartina). Gli edifici sono stati progettati in epoche diverse e gli stili sono tanti: arabo, gotico, barocco, art nouveau, contemporaneo. I terrazzi offrono delle sorprese inaspettate: la maggior parte sono microscopici e permettono

a malapena di uscire di casa, alcuni hanno delle mattonelle applicate sotto (visibili dalla strada).

Il mare dista circa 15 minuti in autobus e offre il porto e una grande spiaggia sabbiosa. Siamo stati per poco sul lungomare (anche perché ci ha accolti una simpatica tempesta di sabbia), ma l’impressione è che sia stato rassettato alla bene meglio per l’America’s Cup e che in realtà sia molto trasandato: casette abbandonate e spazi polverosi adibiti a parcheggio selvaggio ne sono la riprova.

Una cosa che caratterizza fortemente questa città è sicuramente il letto del fiume Turia. In seguito alle frequenti inondazioni, il fiume è stato deviato fuori

dalla città e nel suo letto è nato un bellissimo parco, tante strutture sportive (addirittura interi campi da calcio) e la città delle arti e delle scienze a cura del magnifico architetto Calatrava. Peccato che trovare una scala per scendere nel parco non sia un’impresa facile – anche perché ne abbiamo trovata una inagibile proprio nel punto centrale.

Nel prossimo post le attrazioni principali.

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Bandiera di Valencia

Dato che la frequenza degli aggiornamenti sul mio blog equivale circa al numero al numero di volte che vado dal parrucchiere - preoccupatevi seriamente per la mia capigliatura – ho deciso che scrivere qualcosa di più personale non sarà la morte di nessuno.

Ecco quindi che il senso di scioperatezza di questo ponte, unito alla solita nullafacenza sociale, mi portano a redigere la mia mini-guida a Valencia – ultima fortunata meta delle mie infrequenti vacanze.

Devo ringraziare un amico per aver organizzato il tutto, anche perché se fosse stato per il mio spirito d’iniziativa e la mia voglia di organizzare, sarei andata in vacanza tra 10 anni.

Abbiamo soggiornato in un appartamento nel centro storico di Valencia, a due passi da qualsiasi cosa. A parte il fatto che fosse issato al quarto piano e raggiungibile solo con una scala microscopica, l’alloggio (EL CLOT) era veramente spettacolare e il proprietario gentilissimo. In fondo è stato meglio così, almeno ho fatto un po’ di ginnastica salendo e scendendo tutte quelle scale (più quelle del soppalco..argh).

Il volo della Ryanair è stato nella norma. Nessun ritardo, nessuna attesa estenuante ai gate, nessun botto all’atterraggio. C’è stata una turbolenza subito dopo la partenza e non nascondo che ho lasciato la stampa di sudore sul bracciolo e sul sedile, ma non è stata certo colpa del pilota.

Nel prossimo post veniamo al sodo!

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