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Giadascript

Web, Marketing, Analytics e un po’ di me

Stamani verso le 4 ho ricevuto un messaggio da Webmaster Tools di Google. Mi hanno avvisata della presenza di un malware sul mio blog e dato qualche indicazione per capire cosa fosse e come rimuoverlo.

Nel pannello Webmaster Tools di Google ho trovato qualche indicazione utile ma, per capire veramente dove fosse il problema, ho aperto il sito e letto i messaggi che mi venivano proposti (contenevano nuovi dettagli).

Dato che il mio blog è un’installazione di Wordpress su Aruba, ho proceduto come segue:

  • aperto il sito via FTP e ordinato i file e le cartelle in base alla data di creazione;
  • individuato e rimosso una cartella sconosciuta che non faceva parte dell’installazione di WP (mi era stata data indicazione di un file dannoso presente in quella directory);
  • modificato il file index.php che conteneva lo script dannoso proprio nella prima riga;
  • modificato la password di accesso ai servizi su Aruba;
  • segnalato a Google (tramite il pannello Webmaster Tools) che il mio sito è stato ripulito.
  • ———————————

    P.S. Se riuscite a leggere questo post senza visualizzare messaggi di avviso per la sicurezza, allora la procedura ha funzionato.

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    Durante le ferie natalizie mi sono dedicata a rispolverare i vari account social a cui sono iscritta.

    Avevo collegato Friendfeed con Facebook, Twitter, il mio blog, LinkedIn e Youtube, in più avevo fatto qualche altro collegamento diretto tra Facebook e altri n Social Media. Il risultato è stato disastroso. Non riuscivo più a capire dove si sarebbero propagate le informazioni inviate tramite un social media.

    Alla fine, quando uno dei miei video preferiti è finito su Twitter senza che me ne accorgessi (niente di compromettente, ma stupido), ho deciso di “scollegare” tutto.

    Per me ci sono vari livelli di privacy e condivisione delle informazioni: privato, personale, pubblico, professionale.

    Così ho deciso di utilizzare i vari social media in modo selettivo:

    • Youtube: privato. Lo uso per inserire alcuni video tra i preferiti e riguardarmeli da sola o in compagnia in seguito. Qualche volta decido di inviare una notifica verso gli altri Social Media, ma solo scegliendoli manualmente a seconda del video.
    • Facebook: il mio profilo personale parla di me e della mia vita. Preferibilmente lo uso per mantenere i contatti con amici e conoscenti. Quando capita di avere qualche contatto di tipo “lavorativo” lo inserisco in una lista con permessi limitati: mica posso far leggere a tutti certe scemenze che faccio e che scrivo!
    • Twitter/FriendFeed:  tutto quello che pubblichi su Twitter è pubblico (che bel gioco di parole), quindi evito di utilizzarlo per dare comunicazioni personali. Avrei piacere di seguire alcune persone che lavorano nel mio campo, ma non posso sopportare tonnellate di tweet al giorno dalla stessa persona, specie se i messaggi sono personali e somigliano ad una chat a “cielo aperto”. Lo uso per scambiare opinioni o dare consigli su argomenti più o meno attinenti al mio ambito (Web, Marketing, Analytics, Comunicazione, Software).
    • Blog: è pubblico quanto Twitter. Naturalmente dal blog si capisce molto più di me e a volte non disdegno di inserire informazioni più personali, ad esempio i miei gusti musicali, le mie letture o gli hobby. Tutto però senza far troppi riferimenti alla mia vita privata.
    • Linkedin: poche comunicazioni impersonali che riguardano esclusivamente argomenti attinenti alla mia professione (qualsiasi essa sia). Non chiedo raccomandazioni, non ne faccio a chi me le chiede e non faccio scambio figurine.

    Come gestire tutti gli account social senza perfere troppo tempo?

    Le informazioni di tipo professionale le pubblico sia su Linkedin, sia su Twitter/FriendFeed e a volte su Facebook. Per velocizzare il tutto ho installato il client Digsby che mi permette di aggiornare il mio status globale (su FB, IN e FB) in pochi secondi e mi permette di unire i vari IM account. Ultimamente ho anche creato un account su Hootsuite (su suggerimento di Michela Simoncini) che mi permette di gestire più account allo stesso tempo per ogni Social Network (ad esempio quello aziendale).

    Insomma, l’inizio dell’anno è stato dedicato alla mia identità Social. Ora sarà meglio uscire di casa e prendere un po’ d’aria :)

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    crisi opportunità ideogamma cinese

    Dopo la lettura di un post di Giorgio Soffiato sul tema (pubblicato su Marketing Arena) colgo l’occasione per condividere parte della mia riflessione sull’argomento.

    Il discorso sarebbe molto lungo (e prossimamente capirete quanto :) ) e con questo post mi limito a rispondere all’articolo di Giorgio e ad aggiungere qualche riflessione personale.

    Una frase in particolare mi ha suscitato la riflessione:

    Sempre più spesso il contenuto è pensato per il Motore di Ricerca e non per l’utente e non è sempre cosi vero che le esigenze coincidono

    Dovremmo tenere conto che i Motori di Ricerca (Google in primis, ovvio) hanno fatto dei grandi passi avanti nei metodi di valutazione dell’attendibilità di una fonte, della qualità dei contenuti e dell’interesse che un certo argomento suscita.
    Quindi, per me, è vero il contrario: l’evoluzione dei MDR impone che per avere visibilità, i contenuti debbano rispondere a degli standard qualitativi democraticamente condivisi. Che poi la gente sia più interessata al Grande Fratello rispetto all’Opera, è un altro discorso.

    Gli artisti e tutti quelli che hanno fatto cose “di qualità” sono sempre stati poveri e disgraziati. Perché per l’editoria (in particolare per il giornalismo) il discorso dovrebbe essere diverso?
    La Feltrinelli in vetrina cosa mette? Il libro Best Seller o il saggio dell’esimio professor tal de tali? La moltiplicazione dei quotidiani locali a scapito di quelli nazionali è un fenomeno recente o da quando stampare costa meno è sempre esistito?

    La qualità esiste, è sempre esistita e continuerà a esistere, ma bisogna essere disposti a sacrificarsi per produrla e a pagare caro per goderne :)

    Che dire invece della visibilità che nuovi artisti, scrittori e professionisti possono ottenere gratuitamente tramite il passaparola amplificato del Web? Il caso Lily Allen insegna: la cantante è stata prodotta da una casa discografica dopo che i suoi pezzi hanno girato sul Web rendendola una star mondiale in anticipo. Forse non è musica di qualità? Chi lo decide?

    Va tanto di moda dirlo, ma mi rendo sempre più conto che i cinesi sono il popolo che interpreta meglio il termine “crisi”…sulla democrazia meglio lasciar perdere però!

    P.S. l’articolo di Giorgio l’ho scoperto sul gruppo Facebook “Search Engine Marketing italy“.

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    Per chi si fosse chiesto quanta pazienza ho avuto per applicare l’effetto tilt a ogni immagine di Valencia (nessuno), ecco la risposta: ho utilizzato un javascript preconfezionato.

    instant.js 2.21 ti permette di aggiungere un effetto istantaneo (incluso il tilt) alle immagini presenti sul tuo sito web (in alternativa gli effetti: slided.js o filmed.js).

    Funziona con tutti i browser più importanti – Mozilla Firefox 1.5+, Opera 9+, Safari and IE6+. Sui browser più datati non entrerà in funzione e i tuoi visitatori non si accorgeranno di niente.

    Dopo aver incluso il js nelle proprie pagine sarà sufficiente applicare una classe alle immagini (all’interno della classe è possibile specificare più opzioni).

    Download da: http://www.netzgesta.de/instant/

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    Eric T.Peterson

    Da grande vorrei essere come Peterson!

    Grande evangelist della Web Analytics, grande oratore ed enorme uomo (nel senso che è proprio un armadio, ma qui mi accontenterei di rimanere un terzo di lui).

    E magari vorrei rinascere negli USA, per osservare quelle grandi aziende che hanno fatto dell’analytics il segreto del loro successo (non solo sul Web).

    Peterson non ha detto niente di particolarmente nuovo o rivoluzionario, ma il modo in cui l’ha detto è stato entusiasmante, anche per gli addetti ai lavori.

    Concordo pienamente con il suo pensiero: per diventare “web analyst” non servono lauree e titoli, ma passione, dedizione e ottime doti comunicative (e penso che valga un po’ per tutti i mestieri).

    Puoi essere la persona più in gamba al mondo, ma se al tuo capo non sai portare e presentare un suggerimento, il tuo lavoro di analista non avrà alcun senso! Abbasso i dati!

    Un’analisi fatta con cognizione di causa evidenzia una serie opportunità che possono generare una vera svolta per la propria azienda.

    Attendiamo con fiducia e con un po’ di timore l’epoca SAS (verso la quale l’azienda per cui lavoro si è già avviata), nel frattempo: think different, think analytics!

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    patterncooler

    Vi piace la nuova grafica del mio blog? Certo, se scrivessi di più e perdessi meno tempo a modificare il design sarebbe meglio, ma smanettare con i css e la grafica mi rilassa e gratifica.

    Poi diciamocelo, non è piacevole scrivere per un blog che non ha una personalità grafica.

    Così, per trovare ispirazione, mi sono messa alla ricerca di qualche pattern per lo sfondo e ho trovato un bellissimo sito che permette di personalizzare una gran quantità di pattern molto particolari.

    Pattern personalizzabili: http://www.patterncooler.com/

    Poi mi sono data alla modifica sfrenata del css e ho creato le immagini di sfondo semi-trasparenti. Peccato che le alpha opacity non siano supportate da IE6 e IE5 direte voi; invece no! Basta fare qualche modifica al css!!

    PNG Fix per IE6 e IE5.5: http://www.twinhelix.com/css/iepngfix/

    Poi, siccome non faccio il Web designer e mi capita raramente di avere a che fare con i CSS, ho trovato una guida semplice, completa e veramente chiara.

    CSS Tutorial: http://www.w3schools.com/css/

    Spero che il risultato sia piacevole (a parte l’effetto ipnotico) e che i link vi siano utili.

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    Abuso su Yahoo AnswersOggi sono finita per caso su Yahoo Answers. Cerco sempre di evitarlo perché può essere un pozzo senza fondo – infatti oggi mi ha rubato almeno mezz’ora.

    Sono incappata in una domanda legata a idee regalo; tra le risposte, ho trovato almeno 3 utenti fake che pubblicizzano siti vari:

    •  uno ammette apertamente di segnalare spesso il sito (senza ammettere che sicuramente si tratta di un suo sito);
    • un altro incolla spudoratamente la stessa risposta in ogni domanda attinente ai regali, senza curarsi di altro;
    • l’ultimo, insieme al suo esercito di cloni, segnala un sito che ruba contenuti ad altri e che fa arbitraggio spietato.

    Di fronte a queste cose non posso fare a meno di entrare in azione.

    • Il primo caso mi è sembrato poco grave..in fondo se offro un servizio carino e dò una risposta attinente alla domanda, non è così malvagio.
    • Il secondo mi infastidisce, quindi ho segnalato l’abuso in almeno due domande diverse.
    • Il terzo caso mi fa incattivire: segnalo l’abuso in almeno due domande diverse e segnalo lo spam sul Google Webmaster Tools (su yahoo non ce la faccio).

    Conclusione: mio padre mi diceva che mi avrebbe visto bene tra i corpi di polizia..magari un giorno potrei fare un pensierino su quella postale!

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    Non so in quanti la utilizzino realmente, ma ogni volta che si parla di geolocalizzazione, gli occhi del titolare o del marketing manager brillano come quelli di un bambino di fronte ad una vetrina di dolciumi!

    Purtroppo la geolocalizzazione degli IP in Italia è un problema, soprattutto perché molti non ne sono al corrente.

    In Italia abbiamo un paio di grandi problemi: Fastweb, che per la sua architettura esce da pochi punti collocati in grandi città (in questo momento ip2location mi colloca a Roma, di solito sembro un milanese), e Tele2 che di norma assegna alle ADSL italiane ip geolocalizzati in Svezia.

    da: Google Analytics in 30 secondi di Marco Cilia

    In fase di Web Analysis, consiglio sempre quello di riferirsi ai dati aggregati per regione (su ConversionLab è stato introdotto questo livello di analisi), ma per gli investimenti in keyword advertising?

    Una volta ho visto una campagna di keyword advertising localizzata sulla città di Roma..i risultati erano pessimi.

    Le piccole aziende che investono in PPC o Web Analytics, spesso ignorano tutto ciò e anche le grandi non sono da meno. Non oso immaginare lo spreco di budget e la delusione che ne consegue.

    Quando si parla di investimenti di marketing, il “fai da te” può avere delle conseguenze molto negative e alla fine il risparmio è azzerato da piccoli grandi errori.

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    Se state pensando di comprare un dominio e avete intenzione di fare delle query su portali di servizi WHOIS o Registrar, fermatevi! Il nome del vostro dominio vi potrebbe essere rubato da sotto il naso.

    Vi racconto la travagliata storia di questo blog. Prima di comprare questo dominio, mi sono informata sui prezzi e sulla disponibilità (non si sa mai). Malauguratamente ho cercato giada.noe.com e non l’ho acquistato subito, cosi un registrant si è impossessato del mio dominio per fare “domain tasting”.

    La pratica del “domain tasting” sembra essere molto diffusa; consiste nell’utilizzo dell’ “add grace period” da parte dei domain name registrant — un periodo di cinque giorni che segue la registrazione e in cui il nome del dominio può essere cancellato senza alcun costo per il registrar — per capire quanto sia profitttevole il nome del dominio. Fonte

    Sui domini acquistati vengono inserite delle pagine di parcheggio piene zeppe di AdSense e annunci a pagamento. Se il dominio fa molto traffico e porta buoni profitti al ladro, allora il ladro lo acquista definitivamente.

    Perché parlo di ladri? Perché la scelta dei nomi dei domini da testare avviene anche rubando le query di ricerca di persone che si stanno informando proprio sull’acquisto di quei domini (Domain Name Front Running).

    Io cerco giadanoe.com, loro intercettano la mia ricerca e prima che io acquisti il mio dominio, loro lo testano gratuitamente per 5 giorni. Se ha tanto traffico, me lo rubano definitivamente.

    La cosa ancora più scandalosa è che vengono create migliaia di pagine senza contenuto alcuno: un arbitraggio allo stato più fetente possibile.

    Per quel che ne so, Sedo.com dovrebbe essere affidabile e non fornire a terzi le query dei suoi utenti, ma non metterei la mano sul fuoco per nessuno.

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    E’ da quando ho aperto questo blog che tento invano di rimettere in ordine la mia identità web 2.0.

    Sono giorni che tento di rinominarmi su MyBlogLog, dopo che sono stata indotta con l’inganno a collegare il mio profilo al vecchissimo ID Yahoo e rinominata Giady.

    La funzione “Change Name” presente sul profilo, non voleva proprio funzionare. Ho checkato la casella “Use a nickname” innumerevoli volte, ma mancava il campo per inserire il nuovo nickname e dopo aver premuto “Ok” non succedeva niente.

    Oggi l’illuminazione! Sarà mica che Firefox ha qualche problema e con Explorer riesco a farlo? Detto fatto.

    Adesso ho riprovato con Firefox senza Firebug attivato…niente.Svuoto la cache. Il problema non è risolto.

    Il problema della compatibilità delle nuove tecnologie con i browser è veramente seccante!

    P.S. segnalo la cosa allo staff, prima che altre persone perdano la testa come me!

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