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Giadascript

Web, Marketing, Analytics e un po’ di me

crisi opportunità ideogamma cinese

Dopo la lettura di un post di Giorgio Soffiato sul tema (pubblicato su Marketing Arena) colgo l’occasione per condividere parte della mia riflessione sull’argomento.

Il discorso sarebbe molto lungo (e prossimamente capirete quanto :) ) e con questo post mi limito a rispondere all’articolo di Giorgio e ad aggiungere qualche riflessione personale.

Una frase in particolare mi ha suscitato la riflessione:

Sempre più spesso il contenuto è pensato per il Motore di Ricerca e non per l’utente e non è sempre cosi vero che le esigenze coincidono

Dovremmo tenere conto che i Motori di Ricerca (Google in primis, ovvio) hanno fatto dei grandi passi avanti nei metodi di valutazione dell’attendibilità di una fonte, della qualità dei contenuti e dell’interesse che un certo argomento suscita.
Quindi, per me, è vero il contrario: l’evoluzione dei MDR impone che per avere visibilità, i contenuti debbano rispondere a degli standard qualitativi democraticamente condivisi. Che poi la gente sia più interessata al Grande Fratello rispetto all’Opera, è un altro discorso.

Gli artisti e tutti quelli che hanno fatto cose “di qualità” sono sempre stati poveri e disgraziati. Perché per l’editoria (in particolare per il giornalismo) il discorso dovrebbe essere diverso?
La Feltrinelli in vetrina cosa mette? Il libro Best Seller o il saggio dell’esimio professor tal de tali? La moltiplicazione dei quotidiani locali a scapito di quelli nazionali è un fenomeno recente o da quando stampare costa meno è sempre esistito?

La qualità esiste, è sempre esistita e continuerà a esistere, ma bisogna essere disposti a sacrificarsi per produrla e a pagare caro per goderne :)

Che dire invece della visibilità che nuovi artisti, scrittori e professionisti possono ottenere gratuitamente tramite il passaparola amplificato del Web? Il caso Lily Allen insegna: la cantante è stata prodotta da una casa discografica dopo che i suoi pezzi hanno girato sul Web rendendola una star mondiale in anticipo. Forse non è musica di qualità? Chi lo decide?

Va tanto di moda dirlo, ma mi rendo sempre più conto che i cinesi sono il popolo che interpreta meglio il termine “crisi”…sulla democrazia meglio lasciar perdere però!

P.S. l’articolo di Giorgio l’ho scoperto sul gruppo Facebook “Search Engine Marketing italy“.

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Come in ogni casa livornese che si rispetti (ma dove), spesso e volentieri mi trovo a leggere qualche notizia del giornalaccio Il Tirreno.

Leggo qualche titolo in prima pagina e le notizie passano subito in secondo piano; la mia attenzione è catturata da errori ortografici, sintattici e da assurdità di ogni genere.

Sul giornale di venerdì ho letto una chicca che non potevo esimermi dal condividere con tutta la blogosfera (in cui il mio blog è conosciuto quanto il canale satellitare numero 10.020).

Nella terza pagina della cronaca di Livorno c’è una notiziola a fondo pagina di cui riporto la prima tragica parte:

Borseggiatrice nana e matura ruba portafoglio in via Grande

Borseggiatrice nana e “matura” in azione in via Grande. E altri due in moto. Mentre ferve lo shopping prenatalizio, mercoledì verso le 17, la strada brulica di gente. E derubare passanti e ciclisti è un gioco da ragazzi.

Una signora di 26 anni passeggia serena quando si sente spintonare più volte, ma non dà peso all’episodio, ci sono tante persone in giro. Che stupore però quando, pochi minuti dopo, fa per prendere il portafoglio e si rende conto d’esser stata derubata. Duecento euro e tutti i documenti, una brutta perdita per la quarantaseienne, che ha subito chiamato la polizia. Ma la borseggiatrice, descritta come alta 1 metro e 50 e sui 50 anni, era ormai lontana.

E non finisce qui, c’è anche una “derubata in bici”…

Firmato L.L. (presumo Lara Loreti che dà bella prova di sé anche qui)

La novella continuava riportando altre insulserie, errori di punteggiatura e sinonimi buttati a casaccio per far contenta la maestra, ma per decenza mi fermo qui.

Ora, sarà che mia madre è alta meno di un metro e cinquanta e che ha quasi 60, sarà che io tanto più alta del metro e cinquanta non sono, ma questo articolo è ridicolo e offensivo.

Oltretutto, come si legge nella parte che ho evidenziato, non è stata la donna derubata a descrivere la donna come “nana e matura”, bensì l’autrice della novella (perché parlare di giornalista ed articolo mi pare veramente troppo).

Visto il tasso di acidità di alcuni lettori del mio blog, tengo a precisare che la sottoscritta non presume di scrivere meglio della Loreti, ma almeno ho la decenza di non scrivere su un giornale.

Una domanda per voi 4 gatti lettori del blog: secondo voi, Il Tirreno ce l’ha un correttore di bozze? Se sì, avrà almeno la licenza elementare?

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