
Da grande vorrei essere come Peterson!
Grande evangelist della Web Analytics, grande oratore ed enorme uomo (nel senso che è proprio un armadio, ma qui mi accontenterei di rimanere un terzo di lui).
E magari vorrei rinascere negli USA, per osservare quelle grandi aziende che hanno fatto dell’analytics il segreto del loro successo (non solo sul Web).
Peterson non ha detto niente di particolarmente nuovo o rivoluzionario, ma il modo in cui l’ha detto è stato entusiasmante, anche per gli addetti ai lavori.
Concordo pienamente con il suo pensiero: per diventare “web analyst” non servono lauree e titoli, ma passione, dedizione e ottime doti comunicative (e penso che valga un po’ per tutti i mestieri).
Puoi essere la persona più in gamba al mondo, ma se al tuo capo non sai portare e presentare un suggerimento, il tuo lavoro di analista non avrà alcun senso! Abbasso i dati!
Un’analisi fatta con cognizione di causa evidenzia una serie opportunità che possono generare una vera svolta per la propria azienda.
Attendiamo con fiducia e con un po’ di timore l’epoca SAS (verso la quale l’azienda per cui lavoro si è già avviata), nel frattempo: think different, think analytics!
Non so in quanti la utilizzino realmente, ma ogni volta che si parla di geolocalizzazione, gli occhi del titolare o del marketing manager brillano come quelli di un bambino di fronte ad una vetrina di dolciumi!
Purtroppo la geolocalizzazione degli IP in Italia è un problema, soprattutto perché molti non ne sono al corrente.
In Italia abbiamo un paio di grandi problemi: Fastweb, che per la sua architettura esce da pochi punti collocati in grandi città (in questo momento ip2location mi colloca a Roma, di solito sembro un milanese), e Tele2 che di norma assegna alle ADSL italiane ip geolocalizzati in Svezia.
da: Google Analytics in 30 secondi di Marco Cilia
In fase di Web Analysis, consiglio sempre quello di riferirsi ai dati aggregati per regione (su ConversionLab è stato introdotto questo livello di analisi), ma per gli investimenti in keyword advertising?
Una volta ho visto una campagna di keyword advertising localizzata sulla città di Roma..i risultati erano pessimi.
Le piccole aziende che investono in PPC o Web Analytics, spesso ignorano tutto ciò e anche le grandi non sono da meno. Non oso immaginare lo spreco di budget e la delusione che ne consegue.
Quando si parla di investimenti di marketing, il “fai da te” può avere delle conseguenze molto negative e alla fine il risparmio è azzerato da piccoli grandi errori.

Ieri si è svolto lo IAB Seminar dedicato alla tracciabilità e alla misurazione delle campagne di Web e Mobile Marketing. Niente stand e gadget – difficile che qualcuno ne abbia sentito la mancanza – soltanto interessanti speech tenuti dagli esperti del settore.
Il focus principale del seminar è stato chiaro: i nuovi media digitali permettono di misurare in modo semplice ed efficace il ritorno sugli investimenti di marketing e di correggere in tempo reale eventuali errori; perché investire senza misurare?
C’è stato anche un focus secondario, astutamente sottolineato da Layla Pavone in apertura: gli investimenti sui nuovi media sono più convenienti rispetto a quelli tradizionali e permettono di conoscere e centrare il proprio target come mai prima.
Molti speech sono stati davvero interessanti e ben congeniati. I miei preferiti sono stati quelli di WebRanking, MagNews, ContactLab e Dada…ma sì anche quello di Trackset (la società per cui lavoro).
L’approvvigionamento di cibo è stato problematico, ma ho incontrato tanti amici, colleghi e clienti e la giornata è stata piacevolissima.
Propongo l’abolizione di tutte le fiere con stand: non riesco mai a vedere uno speech e ne esco sempre con i piedi distrutti.
A quando il prossimo seminar?